Pastificio Groppi

Condividere l'Eccellenza: quando il saper fare piacentino diventa modello industriale

L’importanza di essere un punto di riferimento

C’è una differenza sostanziale tra il dire di fare qualità e il dimostrare come la si costruisce, giorno dopo giorno. Quando abbiamo inaugurato il nostro nuovo stabilimento a La Verza nel 2021, l’obiettivo non era solo aumentare i volumi, ma creare un ambiente dove la tecnologia 4.0 potesse proteggere e valorizzare la nostra tradizione artigiana.

È con questo spirito che, nei giorni scorsi, abbiamo avuto il piacere di aprire le porte della nostra produzione a una visita speciale. Abbiamo accolto Monica Casali, nostra storica consulente, accompagnata da Birol, un giovane e lungimirante imprenditore che si appresta a compiere un passo importante: l’avvio di un nuovo stabilimento produttivo da 4.000 mq dedicato alla lavorazione di prodotti a base di carne.

Oltre la visita: un confronto sul metodo

Perché un imprenditore del settore carni visita un pastificio? Perché la gestione dell’eccellenza alimentare parla una lingua universale.

Il Pastificio Groppi, pur mantenendo un cuore artigianale, ha saputo trasformare i processi manuali in un sistema industriale scalabile e sicuro. Durante l’incontro, il focus si è concentrato su un tema cruciale per chiunque operi nel food ad alti livelli: la certificazione FSSC 22000 (Food Safety System Certification).

Non si tratta di un semplice “bollino” da apporre sulla carta intestata, ma di un vero e proprio passaporto commerciale riconosciuto a livello globale. Per noi, ottenere e mantenere questa certificazione significa garantire ai nostri clienti — dalla GDO alle famiglie piacentine — che ogni singolo anolino o tortello è prodotto gestendo rigorosamente ogni rischio, dalla selezione delle materie prime fino al confezionamento.

La sfida: mantenere gli standard “giorno dopo giorno”

Il confronto con Birol è stato stimolante. Avviare una struttura da 4.000 mq comporta sfide logistiche e sanitarie che noi conosciamo bene. Siamo passati anche noi attraverso la trasformazione da laboratorio artigianale a industria moderna, introducendo tecnologie come il confezionamento in atmosfera protettiva (ATM) e la surgelazione rapida (IQF) per garantire la shelf-life senza tradire il gusto.

Essere presi come “Case Study” operativo per la gestione della sicurezza alimentare è una conferma del lavoro svolto negli anni. Dimostra che la nostra cultura aziendale — costruita attorno ai processi, ma soprattutto alle persone — è solida e tangibile.

Un ringraziamento speciale

Un grazie sentito va a Monica Casali. Il ruolo di un consulente non è solo tecnico, ma di connessione: creare ponti tra realtà diverse per generare valore condiviso. E un grande in bocca al lupo a Birol per la sua nuova avventura imprenditoriale: investire nella qualità, oggi, è l’unica strategia che ripaga nel lungo termine.

Noi del Pastificio Groppi continueremo a lavorare così: con la testa rivolta alle certificazioni internazionali e le mani saldamente immerse nella farina, per restare sempre “Secondi solo alla nonna”.